sei in: Ristorante Collina > guide |

Da una trattoria di famiglia, nasce questo ristorante che, pur non disdegnando le proprie origini, propone piatti d'ispirazione contemporanea. Saletta con camino e sala panoramica.
voto: 2 forchette
|
Un ristorante che negli anni ha modificato stile e clientela. La passione per la cucina dei due titolari (cognati) ha creato questa realtà oggi meta di gourmet. Accoglienza gentile e servizio curato sia a tavola che per i vini. nei piatti, il sapore delle origini e di ingredienti che la valle offre è di routine, accanto a fantasia e creatività. Molta attenzione viene dedicata alla carne (sugli scudi animelle, rognoni, lingua di vitello) e apprezzabile impegno sull'umile pesce di lago (di Como) con il lavarello in bottarga, la pasta con il missoltino, il persico in raviolo, accanto ai classici casoncelli. Curata la pasticceria e cantina ben assortita. Conto sui 55 euro.
voto: 15 ventesimi
|
Semplicità monacale negli ambienti e nell'arredo per una cucina di territorio e di tradizione rielaborata, eseguita con passione e rigore da Mario Cornali utilizzando materie prime locali e stagionali. Nella carta dei piatti dei due menu, di carne e di pesce, un'attenzione particolare per il "quinto quarto" e i prodotti ittici conservato e di lago, la presenza costante di pasta e pane fatti in casa (bonus) e l'indicazione dei fornitori delle materie prime. Molto buono tra gli antipasti il gran piatto di antipasti di lago. Nei primi, immancabili i tipici "casonsei", accanto a ravioli ripieni secondo pescato, risotto del giorno, "foiade" al ragù di gallina nostrana. Tra i secondi di carne da non perdere lo "scioglilingua" (lingua di vitello con olio e semi di zucca); in alternativa sauté di rognoncino e animelle di vitello, coniglio con carciofi liguri, costata di cervo con scaglie di cioccolata guanaja e miele di rododendro. Si finisce con dolci glosi e fuori del comune, come la zuppetta di agrumi, con latte in piedi alle mandorle amare e il tortino di ciocclato feddo con cuore di all'olio extra vergine. Valida carta dei vini, servizio curato.
voto: 77
|
Un ristorante che rimane impresso nella memoria, uno chef giovane di talento che applica la sua genialità al servizio di una creatività sobria per la delizia del palato, un incantevole paesaggio collinare, sono il bilgietto da visita di questo splendido locale della bergamasca sui pendii di Almenno San Bartolomeo. Nel menu, che si apre con l'elenco dei fornitori, a garanzia delle materie prime utilizzate, colpisce subito il gran paitto di pesce di lago, freschissimo, fornito giornalmente da un pescatore di Bellagio. Le sorprese non sono però finite: si inizia con un curioso tuorlo affogato in crema di fieno e pancetta croccante, si continua con gli imperdibili ravioli ripieni secondo pescato con crema verde al tino, o le linguine di pasta crepe e cipolla di Tropea con "formai de mut" e maggiorana. Tra i secondi meritano un assaggio il coniglio cotto in extra vergine con carciofi liguri o la lingua di vitello all'olio, semi di zucca e ristretto d'aceto. Finale alla grande con sfornatino di cicoccolato con cuore morbido su salsa di pistacchio e a seguire un golosissima piccola pasticceria. Carta dei vini ben strutturata con etichette importanti.
voto: punto esclamativo |
Da una piccola e spartana osteria di famiglia a ristorante curato, con poche sale e giardino con vista panoramica per pranzi e cene all'aperto; la cucina che caratterizza questo locale si basa sui prodotti lombardi, magistralmente reinventati dallo chef Mario Cornali, e sulla pasta e sul pane fatto in casa. Dal menù: tortino di polenta bianca sulla crema di taleggio e tartufo nero, tartare di filetto su succo di melone e olio al basilico, coniglio cotto in extravergine con pocini e, per finire, bavarese di Franciacorta e pesche con crema di amaretto. Il pesce è rigorosamente di lago, la carta dei vini è seguita con cura
voto: due forchette
|

Specialità: rivisitazione in chiave creativa della tradizione locale e grande attenzione alla stagionalità e tipicità dei prodotti. Vini: 250 etichette in rappresentanza di tutte le regioni italiane e valorizzazione di vitigni autoctoni. Tutto viene preparato in casa, compreso il pane in 7/8 tipologie. Alta percentuale di prodotti reperiti direttamente da piccoli produttori. |
In bella posizione tra le verdi colline bergamasche, un accogliente locale a gestione familiare che fa della qualità e della cordiale accoglienza la sua cifra stilistica principale. Il menù spazia in diverse direzioni, con il minimo comune denominatore dell’utilizzo e della valorizzazione di ingredienti non usuali, come ad esempio il quinto quarto o il pesce di lago. Ed è così che i piatti che arrivano in tavola, frutto delle capacità e dell’inventiva del bravo chef Mario Cornali coadiuvato da uno staff motivato e in gamba, suscitano piacevolissime sensazioni. Nella cantinetta, visitabile, riposano centinaia di bottiglie provenienti da tutta la penisola.
voto: tre labbra
|
Fino a qualche tempo fa raccontavamo del Collina come di una bella realtà nascente nel panorama gastronomico lombardo. Ora, ne siamo certi, raccontiamo di una realtà saldamente affermata. Sui pendii di Almenno San Bartolomeo, immerso nei boschi che corollano l'Albenza a dominare la sottostante pianura Padana, in una cornice di sobria eleganza e gusto, scoprirete quanto sublime possa essere la cucina territoriale quando si sanno valorizzare prodotti e produttori locali: tuffatevi allora nel gran piatto di pesce del lago, scoprite il tuorlo affogato in crema di fieno e pancetta croccante, meravigliatevi con la scala dei sapori di maiale. Proseguendo con la carta, troverete radiosi i ravioli ripieni secondo pescato con con crema verde e timo, non da meno le bavette al germe di grano con ragù di lago, maggiorana e bottarga di lavarello o le linguine di pasta crèpe e cipolla di Tropea con formai de mut e maggiorana. Continuerete il celestiale viaggio con il pescato di lago con crema di patate e polvere di limone candito, ma non dimenticate di emozionarvi con lo scioglilingua di vitello all'olio, semi di zucca e ristretto d'aceto o di riscoprire finalmente il sapore del coniglio, cotto in extravergine con carciofi liguri. Il finale? In gloria! Con lo sformatino di cioccolato con cuore morbido con salsa di pistacchio, cremoso di caramello con biscotto morbido alle noci e granella caramellata con sciroppo e gelato al caffé o l'ormai famoro sigaro e rum. Seguirà una golosissima piccola pasticceria con semifreddo al fieno. Gran carta dei vini a coronamento di una serata da ricordare. (GS) v. 06/09
voto: faccino radioso
|
Una dozzina di chilometri separano bergamo da Almenno, lungo la strada tutta verde che conduce alla Roncola San Bernardo e cieli solcati da rapaci, deltaplani e parapendio. Tra una curva e il vuoto sulla valle, ecco il Ristorante Collina della famiglia Cornali, 54 anni di storia ed il presente scandito dalla passione di Mario, Giovanni e Pietro
Coperti dimezzati al cambio di secolo e la precisa volontà di valorizzare le materie prime bergamasche (o subito accanto: il pesce del lago di Como), ma con forme assolutamente nuove, quella che io vedo come la nuova tradizione naturale. E prima ancora di elencare il menù degustazione (lacustre grazie alla "collaborazione con Cristian Ponzini, pescatore e titolare del risorante Silvio a Bellagio"), la carta si apre con i ringraziamenti ai vari fornitori: "Igor Fantoni, pescatore in Bellagio; Renato Morlotti, macellaio in Almenno; Carlo Casati, salumiere in Sartirana; Pier Luigi Salera, agricoltore in Martinengo ..." fino a "papà Franco per i prodotti del suo orto e della sua aia". I Ravioli ripieni di lavarello e bottatrice sono legati dal collagene delle loro pelli e teste, il patè di tordi ha un cuore di tartufo nero e la bottarga delle Bavette al ragù di lago è di lavarello. Il dolce? Sigaro al rhum
|
Cucina lombarda e stagionale e un menu' a base di pesce di lago. Il pane è fatto in casa. Suggeriamo: grande antipasto di pesce del lago di Como; asparagi con ricotta e liquirizia; ravioli bottatrice con crema di zucchine; foiade con ragù d’anatra; filetto di persico in crema al rosmarino; sciogli lingua con carciofi e semi di zucca tostati; nuova cassata siciliana; tortino di cioccolato con salsa ai pistacchi di Bronte. La cantina: selezione di 260 etichette con attenzione ai vitigni autoctoni. L'ambiente è rustico e accogliente, con giardino e terrazza con vista panoramica.
voto: 8 decimi
|
Mario Cornali propone una buona cucina tipica bergamasca, rielaborata con creatività, offrendo un'ampia scelta di menù di carne e pesce di lago (secondo il pescato giornaliero), arricchita dai sapori delicati e raffinati di prodotti tipici della zona. Il mix è ben riuscito e la cucina risulta piacevole e di buon gusto. In inverno si può scegliere tra sala con camino a quella panoramica (dalla vista incantevole), in estate sono disponibili anche tavoli all’aperto.
voto: orchidea dell'eccellenza
|

Ristorante a gestione familiare, situato nell’affascinante cornice delle colline bergamasche, di cui si gode splendida vista. Propone cucina locale, rivisitata con qualche tocco creativo. |
Piatti: asparagi sulla crema di ricotta di capra con pepe e liquirizia; uovo torbato (curiosa provocazione; aggiunto un infinitesimo di whisky Lagavulin, 16 anni); i risotti (per due persone); i casonsei, saute' di rognoncino e animelle di vitello con verdurine; sciogli lingua (lingua di vitello con olio e semi di zucca, asparagi e aceto ristretto). In stagione: funghi porcini. Pane, focaccia, grissini e schiacciatine sono preparati in casa. Dolci: cremoso di caramello con biscotto morbido alle noci e gelato al caffe'; torta di cioccolato e mandorle con crema caramellata all'arancia. Salumi: salame e lardo nostrani. Formaggi: caprini, taleggio di Vedeseta, formaggetta di Gorno, branzi della Val Serina, strachitund, formai de mut. Olio d'oliva: "il nostro, prodotto in Almenno", più meditata serie. Vini: carta di buono spessore. Acqueviti: valida offerta di grappe (soprattutto), armagnac, whisky, cognac e rhum. Notizie varie: segnalo a parte la proposta di pesce di lago di Como; Mario e Giovanni lo acquistano, giorno via giorno (ed i piatti proprio per cio' variano), da Cristian Ponzini, ristoratore/pescatore in Bellagio.
voto: 84 centesimi
|
Il Ristorante, purn non essendo ubicato sul lago, è un ottimo punto di riferimento per la gastronomia italiana di pesce. La cucina - lo chef è Mario Cronali - interpreta la tradizione lombarda, utilizzando materie prime locali stagionali, che sono dichiarate nella carta dei fornitori (per il pesce si fa riferimento ad Igor Fantoni). Idee di Lago, menù degustazione tutto di pesce, nasce dalla collaborazione con Cristian Ponzini, del ristorante Silvio di Bellagio. I piatti variano con il pescato: antipasto di lago oppure paté di fegato di bottatrice per iniziare, poi come primi ravioli di pesce, bavette con ragù di lago e bottarga d'acqua dolce, risotto con il persico o ancora una profumata zuppa cucinata con il pescato del giorno. Seguono lavarello con basilico e pomodorini o con passata di patate, lucioperga in crosta croccante di pane e molto altro.
Il ristorante aderisce a Slow Cooking, associazione nata su iniziativa di un gruppo di ristoratori della Valtellina, nata per valorizzare le produzioni locali, sostenedone, con l'acquisto, i produttori, La filosofia si è poi estesa alla lavorazione e trasformazione della materie prime con ottimi risultati, e l'esperimento è uscito dalla provincia, trovando un buon numero di adepti.
|
Da alcuni anni l’impostazione che mamma Lidia aveva magistralmente dato al servizio e alla cucina, è stata ribaltata dal figlio Mario, cuoco-patron di vedute più ampie e moderne. Il suo adesso è un posto prevalentemente adibito per il servizio alla carta che si sta imponendo tra i più interessanti dell’intera bergamasca, terra ricca di ristoranti di classe. La cucina si esprime in maniera ben più articolata e studiata. Se si vuole iniziare con i sapori (forti) locali, il consiglio cade sul tortino di polenta bianca su crema di taleggio e tartufo di stagione. Altrimenti: patè di aringa affumicata sul pane brioche di casa con purea di barbabietole rosse ed olive taggiasche; missoltino del lago di Como grigliato con polenta e melanzana affumicata; terrina di fegatelli d’anatra con cuore di marmellata di zucca e limone. ... (ndr: segue dettagliata descrizione di molti altri piatti). Piatto simbolo: canederli di pane al “formai de mut” e fieno maggengo su passata di zucchine e bruscandoli, una delle ultime creazioni che sublima territorio e tecnica di elaborazione. ... (ndr: segue breve descrizione ricetta). Cantina: buona selezione di vini italiani, con particolare predilezione per i rossi di gran corpo a base di vitigni autoctoni italiani.
voto: emozionante
|

Riporta indirizzo, racapito telefonico e voto: 7,5 |

2006 - Una bella casa colonica sulla collina, gestita dalla stessa famiglia da 3 generazioni.Tre sale diverse: la rustica, la panoramica e la classica dove gustare piatti della zona con specialità stagionali. Sfiziosi pani preparati in cucina.
voto: 2 piatti su tre |
2003 - Mario cornali ha raccolta un’eredità non facile. Il suo è uno di quei ristoranti che dagli anni sessanta agli anni ottanta moltissimo ha lavorato con i banchetti (è sulla strada che sale in Roncola, luogo deputato a questo tipo di ristorazione). Ne fa ancora, e ci mancherebbe, ma lui sta lentamente introducendo un concetto di ristorazione più curata, al a carta, per più tavoli e meno coperti, con il valore aggiunto delle preparazioni realizzate al momento. Ovviamente contrastando con (e contro) la tradizione di famiglia. Ma è il suo il sistema vincente dei tempi futuri per i quali è previsto un ulteriore sviluppo della banchettistica realizzata in ville, castelli e manieri vari, a discapito dei locali tradizionali. Punto di forza paste fresche (molte anche ripiene e non solo “cassonsei”), dolci, piatti a base di funghi e tartufi. Cantina in crescita di pari passo alla cucina.
|