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Da una trattoria di famiglia, nasce questo ristorante che, pur non disdegnando le proprie origini, propone piatti d'ispirazione contemporanea. Saletta con camino e sala panoramica. |
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Era un locale dedito ai banchetti. Ora è un ristorante per attenti (e aperti) gourmet. La trasformazione non è stata indolore ma è stata realizzata senza cercare comromessi, con determinazione, personalità e consapevolezza. Lo dimostra il menù che rifugge il più "comodo" pesce di mare per abbracciare quello di acqua dolce pescato nel lago di Como; comprende per onor di firma i tagli di carne più gettonati ma dà maggior spazio al quinto quarto; si avvale di molti prodotti locali. il menù degustazione "Idee di Lago" (45 euro)dà il meglio con le marinature del pigo, la mousse di missoltini, i ravioli ripieni di persico (o di altro secondo pescato), Dalla carta (55 euro in media) si segnalano le "foiade" al ragù di gallina nostrana e lo "scioglilingua" di lingua di vitello naturale con semi di zucca e aceto ridotto. Di grande cura anche i dolci, come il cremoso di caramello con biscotto morbido alle noci. Cantina non amplissima ma per nulla banale con azzeccate scelte personali.La storia è simile a quella di tanti ristoranti, trattorie, luoghi italiani dove il cibo e i commensali son trattati con garbo e rispetto. C’era un “cuoco itinerante” (come lui stesso si definisce), Mario Cornali, e suo cognato Giovanni Beretta che faceva un altro mestiere (lavorava in una ditta meccanica) ma aveva il pallino per i dolci. A un certo puno hanno incrociato i loro destini, i loro desideri, la loro cultura gastronomica. Da dieci anno sono qui, in questo palazzotto con vista sulla valle, un tempo destinato a ricevimenti per comunioni, cresime, matrimoni. Qui seguono con passione, rispettivamente, la cucina e la pasticceria ( da provare il Sigaro e Rhum, lo diciamo subito). Cornali ha attenzione per i prodotti lombardi che trovano la loro collocazione, ad esempio, nel gran piatto di antipasti di pesce del lago di Como come nella polenta e salame; negli immancabili casonsei e nelle bavette al germe di grano dell’antico pastificio Morelli con ragù di lago, maggiorana e bottarga di lavarello; nel coniglio cotto in extravergine con carciofi spadellati e, come nel nostro caso, in una trippa che, da sola, ripaga dell’arrampicata. Del sigaro s’è detto. Ma non sfugga lo sfornatine di cioccolato con cuore morbido su salsa di pistacchio |
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Sulle colline bergamasche, un locale dove troverete un cucina accurata, con ingredienti di stagione, che rielabora la tradizione bergamasca, ma propone anche una selezione con piatti di pesce di lago freschissimo secondo giornata fornito da un pescatore di Bellagio. Tra i vari piatti, un saporito sformato di polenta bianca tartufo fonduta ed una crazione di bruscandoli e spugnole. Tra i primi non mancano i casoncelli bergamaschi, ma in versione alleggerita. Fra i secondi meritano un assaggio le frattaglie (rognone e animelle) e il coniglio, più delicato. Fantasia nei dessert, con un assaggio di gelato al fieno e un sigaro con cioccolato, gradevole agli occhi tanto quanto al palato. Una selezione di vari tipi di pane, fatto in casa e una piccola pasticceria bene assortita meritano un bonus. Carta dei vini ben fatta, pur non immensa, denota cura e attenzione. |
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disegni di
Cesare Rota Nodari |
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RISTORANTE COLLINA
Almenno San Bartolomeo (Bergamo) |